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Dionaea muscipula

Fotocamere carnivore



All’attacco con una fotocamera. Pardon, con un cellulare intelligente. Con uno smartphone. I ragazzi devono interrompere la partita a clash royale e usare il loro dispositivo in maniera creativa.
L’obbiettivo che si apre è una bocca spalancata. Questa è la prima metafora. Addenta, inghiotte, digerisce. Questa è la seconda metafora. La memoria della schedina SD cresce. L’apparecchio elettronico può recuperare i fatti visti nel passato. La fotocamera è un osservatore che conosce quanto è accaduto intorno a lei. Questa è la terza metafora.
Eppure, solamente la persona che regge la fotocamera o lo smartphone può imparare. Registrare come un nastro magnetico e poi saltare come un grillo da uno stelo all’altro. Queste sono due similitudini.
Solamente gli studenti possono immaginare ponti sospesi tra le sponde di un canyon. Solamente gli studenti possono unire due villaggi che non si erano mai incontrati.
A scuola addentano il mondo con strumenti sempre nuovi.

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Pinocchio

Una mela al giorno



Pinocchio per merenda portava a scuola una mela rossa. Camminava allegro per le contrade di un villaggio immaginario, nell’antico Granducato di Toscana.
Lì si trovava Collodi, il paese del babbo di Pinocchio, e anche Capannori, dove da seicento anni si trova la Quercia delle Streghe, il grande albero a cui fu impiccato il burattino, prima di essere salvato dalla bambina dai capelli turchini.
Ma le mele si mangiano e si coltivano in tutto il mondo, non solo in Toscana. Ad esempio in Europa Francia, Belgio e Olanda sono grandi esportatori di mele; mentre in Asia i più grandi produttori sono Cina, India e Giappone. Proprio qui il monte Fuji dà il nome a una delle varietà più dolci e famose di questo amato frutto.
La mela è un esempio di come la proporzione aurea sia presente nella struttura e nella forma di tante piante e animali. I suoi semi compongono i vertici di un pentagono regolare, e dividendo la diagonale per il lato si ritrova il numero magico: 1,618039887…
Prima di mangiare la mela, gli scolari di oggi la appoggiano sul banco col picciolo all’insù, poi la tagliano in modo strano, lungo una linea orizzontale parallela al banco. È una curva di livello, e serve a rappresentare su un foglio un’altezza impossibile da disegnare. Così guardando una carta geografica possiamo vedere montagne, vulcani e dorsali oceaniche.
Come la mela di Pinocchio, anche i fiori che nascono nei pascoli del mare nascondono una proporzione aurea.

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edu mul

Web ATTItude

Tutela ed empowerment

 

rischi e potenzialità web

Social Books integra linguaggi e strumenti diversi per portare gli studenti ad apprendere attivamente.

In aula entrano verbale, visivo, audiovisivo, carta e web.

L’uso del web implica però nuove competenze, basate sulla conoscenza dei suoi rischi e delle sue potenzialità.

Garantire tutela ed empowerment è necessario per portare ragazzi, insegnanti e genitori a sviluppare web e social network skills.

Ecco perché Letizia Atti nel nostro team!

 

 

Di Letizia Atti e dell’educazione multimediale

 

leti

“Lavoro da anni con bambini e adolescenti, e da psicopedagogista e formatrice il mio sguardo è rivolto agli aspetti educativi, psicologici e sociali della nostra
vita online e, di conseguenza, offline. Mi definisco educatrice multimediale perché ritengo che si debbano condurre ed affiancare i ragazzi nell’uso e nella conoscenza delle nuove tecnologie e di internet, lasciando loro l’occasione ed il diritto di sperimentarsi e “rischiare”, come vuole il pensiero educativo, in un contesto però protetto, che dovrebbe essere garantito dal mondo adulto”.

Letizia Atti (http://bit.ly/1nqUB4o)

 

 

 

Letizia, Meyers e le serate Social Books

 

 

I.C. 21 (volantino prova 2) fronte

 
 

Formare le persone per dotarle di competenze digitali (digital literacy):

“una comprensione riflessiva di se stessi in relazione alle tecnologie e ai servizi digitali, una consapevolezza delle strutture – sia sociali che tecniche – di rete, e una comprensione degli aspetti sociali che informano gran parte delle nostre attività digitali in questa era dei social media e dei servizi del web 2.0″ (Meyers et al., 2014, p.7).

Questo il senso del percorso educativo proposto da Letizia Atti presso l’IC21 di Bologna nelle Serate Social Booksformazione gratuita aperta a tutti, soprattutto genitori e insegnanti, imprescindibili “vecchi” media per imprescindibili nuovi media.


Adulti che formandosi si liberano dalla paura del digitale e iniziano ad affiancare i ragazzi nelle loro navigazioni virtuali, smettendo di rifuggire il web e permettendo di sperimentarlo in sicurezza!

 

 

Una serata in mille Prezi

 

 

 

 

 

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