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Pinocchio

Una mela al giorno



Pinocchio per merenda portava a scuola una mela rossa. Camminava allegro per le contrade di un villaggio immaginario, nell’antico Granducato di Toscana.
Lì si trovava Collodi, il paese del babbo di Pinocchio, e anche Capannori, dove da seicento anni si trova la Quercia delle Streghe, il grande albero a cui fu impiccato il burattino, prima di essere salvato dalla bambina dai capelli turchini.
Ma le mele si mangiano e si coltivano in tutto il mondo, non solo in Toscana. Ad esempio in Europa Francia, Belgio e Olanda sono grandi esportatori di mele; mentre in Asia i più grandi produttori sono Cina, India e Giappone. Proprio qui il monte Fuji dà il nome a una delle varietà più dolci e famose di questo amato frutto.
La mela è un esempio di come la proporzione aurea sia presente nella struttura e nella forma di tante piante e animali. I suoi semi compongono i vertici di un pentagono regolare, e dividendo la diagonale per il lato si ritrova il numero magico: 1,618039887…
Prima di mangiare la mela, gli scolari di oggi la appoggiano sul banco col picciolo all’insù, poi la tagliano in modo strano, lungo una linea orizzontale parallela al banco. È una curva di livello, e serve a rappresentare su un foglio un’altezza impossibile da disegnare. Così guardando una carta geografica possiamo vedere montagne, vulcani e dorsali oceaniche.
Come la mela di Pinocchio, anche i fiori che nascono nei pascoli del mare nascondono una proporzione aurea.

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